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La Maieutica…

Questa parola significa letteralmente “l’arte della levatrice“, quindi il modo in cui le ostetriche aiutano le madri a mettere al mondo un pargolo. 

La maieutica rappresenta una pratica  della filosofia socratica che prevedeva, attraverso il dialogo, una possibilità di acquisire conoscenza autonomamente.

Maieutica è l’arte di aiutare

Envision

L’Envision, o Visioning, rappresenta, nella metodologia Agile e non solo, un primissimo step che aiuta tutto il team a definire ed identificare i confini e gli intenti di un progetto.
Obbliga inoltre le persone coinvolte a condividere una vision e i bisogni del business.

Durante questa fase, il team deve comprendere quello che dovrà essere realizzato e anche chi sarà coinvolto e come lavorerà in sinergia.

A volte, uno degli errori che spesso si commette è quello di dettagliare troppo rapidamente una soluzione tecnologia per un cliente. Si rammenti uno dei principi della metodologia Lean “See the Whole” che non significa tralasciare i dettagli, ma guardare sempre l’insieme per avere una visione olistica del progetto o della soluzione progettuale che si mette al vaglio.

Perché allora la maieutica? Tutta l’Envision si basa sul dialogo e sul listening da parte di un facilitatore che fa da arbitro e responsabile del processo, e mai del contenuto.

In Scai Finance, stiamo proponendo ai nostri clienti un approccio che si basa sul confronto e sul dialogo al fine di aiutare a far emergere i bisogni e realizzare una offerta tecnologica che possa generare benefici di lungo periodo.

L’approccio, oggetto del presente articolo, viene strutturato per processi e, pertanto, brevemente descritto.

FASE 1: Identificazione degli Stakeholder

Una soluzione proposta deve essere attenta ai bisogni e alle esigenze che la hanno generata.

Pertanto, sarà strategico, in questa fase, identificare correttamente tutti gli attori che verranno coinvolti per definire una soluzione che possa realmente generare benefici per l’azienda.

Uno strumento molto utile che consente di comprendere l’ambito di riferimento del cliente è il diagramma di contesto (Context Diagram).

Questo diagramma, conosciuto in ambito UML, è la rappresentazione sintetica delle relazioni di un sistema con l’ambiente esterno: input, output, stimoli e risposte.

Il diagramma è utile anche per capire le interrelazioni tra funzioni aziendali e tra gli attori che vi lavorano.

FASE 2: Envision

Una volta identificati gli attori sarà importante capire le loro esigenze per realizzare una soluzione congrua.

Uno degli artefatti che utilizziamo è la Vision Board. L’approccio è fortemente pragmatico e l’output di questo processo è un canvas (una tela) dipinta da tutti i partecipanti coadiuvati da un facilitatore.

L’obiettivo è quello di avere una visione della soluzione considerando i bisogni dei partecipanti che giocano il ruolo di ambasciatori di specifiche esigenze aziendali.

E’ importante che in questo tavolo ci sia la presenza dei tecnici, che verranno chiamati a concretizzare la soluzione, in quanto a loro stessi verrà chiesto di elencare le macro funzionalità per soddisfare i bisogni elicitati in questa fase.

A seguito della Vision Board, per completare degnamente questa fase, si organizza un altro meeting, con l’obiettivo di creare il Business Model Canvas.

L’artefatto, anche in questo caso giocherà un ruolo importante un facilitatore, è rappresentato dalla Value Proposition concertata tra tutti gli stakeholder.

Questa rappresenta la proposta di valore che un’azienda fa al mercato (in questo caso il mercato è interno), espressa in termini di vantaggi percepiti, tangibili o meno, che il target può ottenere dall’acquisto della soluzione proposta.

FASE 3: Assessment tecnologico (facoltativo)

A valle della sessione di Envision, si propone al cliente un assessment tecnologico per capire l’AS IS del contesto e, sulla base dei needs compresi nella fase precedente, ipotizzare un TO BE ed il disegno architetturale.

Viene da sè che la GAP Analysis rappresenterà il progetto per il cliente una volta che sarà accettato.

FASE 4: Envision

A seguito dell’assessment tecnologico, si riparte sempre dall’Envision proponendo altri 3 artefatti:

  • il primo è rappresentato dalla PBS (Product Breakdown Structure)
  • il secondo è un documento per la definizione dei KPI (Key Performance Index)
  • il terzo è il documento denominato Preliminary Scope Statement

Questa seconda sessione di Envision ha l’obiettivo di entrare maggiormente nella soluzione tecnica identificando da una parte un minimo di una soluzione che stia in piedi ma dall’altro delimitare i confini del progetto.

La PBS, simile nella sua logica alla WBS, è una struttura gerarchica ad albero rovesciato.

Tutto il team è partecipe alla sua realizzazione, sia il team di prodotto (il business) che il team tecnico.

L’obiettivo è di mappare un MVP (Minimum Viable Product) che rappresenta una vera e propria strategia mirata ad evitare di costruire prodotti che i clienti non vogliono ma che cerca di massimizzare le informazioni apprese sul cliente per ogni euro che sarà speso sul progetto. È un processo iterativo di generazione di idee, prototipazione, presentazione, raccolta dati, analisi ed apprendimento.

Quello che sino adesso si è concettualmente pianificato, dovrà poi essere messo a terra e quindi realizzato. E’ importante comprendere se il processo di sviluppo sarà coerente con l’idea iniziale. E’ bene in questa fase, definire dei KPI che permetteranno di misurare le performance della soluzione quando entrerà nel Go Live.

Per ultimo, si andrà a definire uno Scope Statemente preliminare il cui obiettivo sarà quello di concertare con il cliente i confini della soluzione proposta. Sarà importante per tutti definire quello che è In Scope da quello che è in Out of Scope.

FASE 5: Feasibility

L’Envision è terminata ed il team ha realizzato una serie di artefatti per un progetto per la gestione dei dati che sia coerente con i need che l’hanno generata.

Si propone al cliente una POC (Proof of Concept) o addirittura un vero e proprio pilota al fine di capire la fattibilità della soluzione che è emersa.

Al termine del pilota, si propone un Review con gli stakeholder per una valutazione finale e conferma del Roi e dei benefici precedentemente analizzati.

FASE 6: Avvio del progetto

Se il cliente è convinto e confidente dei risultati raggiunti sino a questo momento, potrà poi partire il progetto per la vera implementazione di una soluzione per la gestione dei dati.