Condividi l'articolo

Diario di un Excel-dipendente

Premetto che sono cresciuto professionalmente sotto l’ala protettrice di Excel ed è dunque senza nessun preconcetto che mi accingo a raccontare una storia, penso la storia di molti di voi, riguardante il suo utilizzo.

Oggi la soddisfazione di vedere le caratteristiche Excel dichiarate da Microsoft è qualcosa di inimmaginabile 10 anni fa, o anche 5 anni fa….

Ma la domanda che sorge spontanea è: Excel basta?

Le mie domande

Le domande che in tempi non sospetti ci siamo posti, forse oggi trovano risposte più coerenti rispetto a quelle che ci eravamo dati tempo addietro.

Un milione di righe: quando mai le raggiungerò?

Transazioni di vendita quante ne potremmo mai avere?

Fogli di lavoro? Me ne basta uno per gestire tutto il controllo di gestione aziendale

Anni fa ho iniziato come tutti ad utilizzare Excel al posto della calcolatrice di Windows, ma dopo poco non mi bastava più: lo strumento era così innovativo!

Ho continuato a seguire le evoluzioni di questo strumento: calcoli complessi, pivot, grafici… Non mi è bastato neanche quello: lo strumento era così potente!!

Si faceva largo la consapevolezza che i dati non erano solo all’interno del foglio, ma che avevo bisogno di includere file esterni o linkare altri fogli fino ad arrivare a scoprire il favoloso mondo delle power query e delle connessioni odbc.

Ma non è bastato neanche quello: volevo un corso avanzato di Excel!

Alla fine, ti trovi a lanciare in modo automatico calcoli, aspettando il mattino successivo un risultato per fogli troppo grandi per averli in tempo reale. Ma quando al rientro in ufficio il giorno dopo vedi che l’esecuzione non è andata a buon fine (Saranno stati spostati i file esterni? Sarà un problema IT? Ho sbagliato io qualcosa?), sai perfettamente che la giornata sarà investita nel rifare tutto a mano.

Quando ciò è avvenuto mi sono reso conto di aver raggiunto “il limite” di Excel, a cui non avrei mai pensato di arrivare, e probabilmente di averlo superato.

Un milione di righe.

In questa narrazione tralascio volutamente gli aspetti di sicurezza informatica aziendale, l’audit che mi controlla affinché faccia tutto secondo policy (Ma ho salvato? Ho fatto un backup? Ho bloccato il portatile prima di andare a pranzo?) che andrebbero ulteriormente ad aggravare il mio stato di ansia nell’odierno utilizzo di Excel.

Sono inoltre certo che la faccia nascosta di Excel, ovvero l’utilizzo del prodotto come se fosse un modello di architettura enterprise è ben noto, ma Excel non è un prodotto enterprise e dunque subisce le difficoltà di un applicativo client che gira su un pc.

Il primo pensiero è quindi stato: devo dunque buttar via Excel ed anni di lavoro ben organizzato!?

Non è così: superare il limite imposto da questa tecnologia è possibile, elevando i processi sui dati, che assumono un ruolo strategico alla sicurezza e gestione definito dall’audit, portando ad un livello successivo lo sviluppo di un modello di business data driven.

Con questa convinzione mi sono messo a cercare una soluzione che non richiedesse lunghi sviluppi e costose revisioni di processi, e soprattutto non fosse dedicato ad un ambito specifico, dunque potesse adattarsi a più aree senza per alto obbligarmi a modificare il mio modello di business o legarmi ad una soluzione dedicata.

Alteryx 

Nel mercato ci sono tanti prodotti che risolvono problemi specifici e sicuramente sono più che adatti e specializzati per l’ambito, marketing, HR, AI, Business Analisys, ETL, data modelling … ma quanti ne dovevo imparare per coprire le funzionalità di Excel, alla fine ho optato per Alteryx, smarcando punto a punto le necessità che avevo.

Posso versionare, e analizzare il processo dei dati?

;

Posso applicare le mie formule e la potenza del cerca verticale?

;

Posso agganciare fonti esterne e legarle tra di loro?

;

Posso superare il milione di righe?

;

Posso fare pivot e Machine Learning?

;

Mantengo una semplicità d’uso?

;

In aggiunta ho scoperto la possibilità di fare analisi geo spaziali, applicare modelli di ML preconfezionati, lavorare direttamente sulle base dati attraverso i processi di In-DB e inserire nuovamente i valori, alimentare prodotti di BI esterni o applicativi e interfacciare prodotti di RPA, l’analisi del testo e del sentimento, in un’unica soluzione.

Se poi aggiungiamo che le formule che usavo in Excel le ritrovo anche nel Designer (cuore della creazione dei workflow di Alteryx) pensare di migrare i miei fogli non è poi così traumatico, anche perché posso farlo poco alla volta usando parte di quanto già fatto per arrivare al risultato finale a piccoli passi.

Una soluzione definitiva?

Un miglioramento sensibile, nella velocità di sviluppo, nelle funzionalità proposte che aprono nuovi orizzonti e una nuova potenza di calcolo. Insomma, qualcosa che vale la pena di provare per valutare se possa essere la strada giusta per superare limiti e problematiche che l’evoluzione costante ci pone innanzi.